Yule il Solstizio d’Inverno

gioielli celtici green man

Yule il solstizio d’inverno, allo scadere della fine di dicembre, e precisamente intorno al 21, troviamo un’altra importante celebrazione nell’ambito delle già citate nei precedenti approfondimenti relativi alla Ruota dell’anno, festa che oltre a coinvolgere i popoli dell’area nordica ci riguarda da vicino: è YULE, festa di origine germanica e del periodo Celtico precristiano, cha cade esattamente allo scadere del solstizio d’inverno, ma che per la nostra tradizione e cultura coincide con il Natale.
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Yule fa parte degli otto sabbat, le feste pagane correlate al Sole, e precisamente è una dei quattro sabbat minori, ad onorare l’astro vitale nel momento in cui si trova nel punto più alto nel cielo e quindi più lontano da noi sulla terra.
Anticamente, nella lingua norrena, la parola yule identificava la ruota, e riferita alla Ruota dell’Anno alludeva ad essa nel momento in cui è più in basso per poi riprendere a risalire; nelle lingue nordiche ed in quella scozzese, la stessa parola collima col Natale, acquisendo lo stesso significato.
Nella mitologia classica di questi popoli, in tale occasione si rievoca lo scontro tra Holly King, il Re Agrifoglio, ed Oak King, il Re Quercia: la loro battaglia porta al potere sulla Ruota dell’Anno in due diversi momenti, a Yule, il solstizio d’inverno, il Re Quercia, raffigurazione dell’ anno nuovo e della salita del sole, uccide Re Agrifoglio,simbolo dell’anno vecchio e del sole al suo declino, per poter regnare fino a Litha, il solstizio d’estate, dove a sua volta verrà ucciso da Re Agrifoglio per concedergli di regnare sino al prossimo solstizio, quello di dicembre. E’ una lotta che si perpetua all’infinito, l’eterna battaglia tra la luce e le tenebra, tra il giorno e la notte, incarnazione della dualità costituita però da elementi essenziali di un unico Tutto.
I Re sono i due aspetti dello stesso Dio, che combattono per ottenere i favori della Dea: Re Agrifoglio è la trasposizione più silvana di Babbo Natale, anch’esso è vestito di rosso, porta rametti di agrifoglio tra i capelli spettinati e spesso è raffigurato mentre conduce otto cervi. Re Quercia si manifesta come The Green Man – Uomo Verde –  il Signore della Foresta, ed è considerato un dio legato alla fertilità.
In questo momento, l’oscurità è al suo culmine, la notte sovrasta e trionfa sul giorno, la natura è in sospeso, ferma in un periodo di riposo, pronta per un nuovo periodo di rinascita e di vita. Gli spiriti della terra e dei boschi si sono placati, riposano sonnacchiosi in attesa del lavoro che si presenterà quando la primavera giungerà, quando il loro compito sarà ridare forza e vigore ai piccoli germogli che spunteranno. La grande Madre, la Dea, partorisce il Nuovo Sole, colui che porterà con sè ogni speranza e inonderà la terra di rinnovata luce, guingendo fino all’estate per generare una giovane, fertile e ricca stagione di raccolti fecondi e prosperi. Festa solare per eccellenza, si rivela con la simbologia del fuoco e della luce, porta allegria tra le genti, fa nascere la scintilla della speranza per un nuovo futuro rigenerato, carico di promettenti energie per la nuove stagioni che si presenteranno, la primavera e l’estate, tempi propizi per garantire prosperità e nuovo sostentamento agli uomini.
Yule è la festa della Luce, ricorrenza che possiamo trovare in tante altre culture dove viene venerato il Sole, dalle celebrazioni dell’ antica Roma del Sol Invictus, a quelle nella Grecia classica dove si commemorava la vittoria di Kronos nelle sue battaglie contro i Titani, cosi’ come nella tradizione cristiana, dove il Natale è la luce del mondo; l’arrivo del dio Sole connesso all’avvento di Gesù Cristo, luce per la terra, rende vicine queste divinità solari, accomunate tra loro da questa grande forza di effusione di luce capace di controllare i cicli della natura nel susseguirsi delle stagioni e dei raccolti.
E’ questo un delicato momento spirituale, un lasso di tempo dal significato intimo e profondo, dove la rinascita della luce porta a guardarsi dentro, desiderando una nuova crescita sia personale sia nel mondo esterno.
Passato il momento di stasi, che ci ha portati a guardarci dentro ed a riflettere, dopo i bilanci a volte anche dolorosi delle nostre stesse azioni ed a sospendere ogni forma di attività anche esterna, ora, con il rinnovato Sole, è arrivato il tempo di ridestarsi ed aprirsi al nuovo mondo che viene, alla propria crescita e consapevolezza, alla capacità di generare nuove opportunità, materiali e spirituali, in questa novella luce. Ecco allora che le celebrazioni acquistano un particolare significato, la festa si esprime ricca di sfaccettature e sfumature: il fuoco, simbolo di questo periodo, è rappresentato dalle tante candele accese nelle case ed all’aperto, dai fuochi e dai falo’; si accende il ceppo di Natale -rappresentazione dell’albero della vita- un grosso pezzo di legno che brucerà nei camini fino ai primi giorni di gennaio, la cui cenere sparsa poi nei campi garantirà buoni raccolti.
Gli alberi, simbolo di fortuna per le famiglie e di fertilità per l’anno che verrà, vengono portati all’interno delle case per dare la possibilità agli spiriti dei boschi di godere del caldo delle stanze, al riparo nei freddi mesi invernali; si appendono piccoli sonagli, per fare in modo di sapere se gli stessi spiriti siano presenti oppure no, e pezzettini di cibo, per dare loro la possibilità di sfamarsi in queto periodo.
Alberi da frutto e sempreverdi vengono abbelliti e decorati, rispettati per la loro rappresentazione di continuità della vita anche attraverso l’oscurità ed il freddo dell’inverno.
Si confezionano cesti e ghirlande, rappresentazione della Ruota che gira costantemente senza fine indicando l’essenza stessa della vita, composte da frutta e foglie: le arance e le mele simboleggiano il Sole stesso, i piccoli rami l’immortalità, il vischio, il pungitopo e l’edera decorano sia l’ interno delle case che l’esterno.
Anche la tradizione musicale festeggia questo importante momento dell’anno, e molti sono gli artisti che a Yule hanno dedicato canzoni e ballate, tra i molti ricordiamo Lisa Thiel – Winter Solstice Song (Yule), i Paganboynuneaton con A Pagan Yule, e i Fferyllt con Yule.

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