Beltane

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Beltane, nel panorama delle feste nordiche, le più importanti e significative sono quelle Celtiche: estremamente legate alla natura ad ai suoi cambiamenti, queste genti fissarono durante l’anno dei tempi di riferimento, momenti stabiliti in otto precise occasioni. Questo calendario prese il nome di Ruota dell’Anno, e venne suddiviso in feste lunari e solari, con equinozi e solstizi. Tali feste sono: Yule, il solstizio d’inverno, Imbolc, Oestara, l’equinozio di primavera, del quale abbiamo già parlato nel precedente approfondimento, Beltane, Litha, il solstizio d’estate, Lughnassad, Mabon, l’equinozio d’autunno, Samhain. In questo periodo dell’anno ci stiamo avvicinando alle cerimonie per Beltane – dal gaelico irlandese Bealtaine e quello scozzese Bealtuinn, entrambi dall’antico irlandese Beletene – festa gaelica che si celebra tra la fine di aprile e i primi di maggio, comunemente fissata il giorno 1 di questo mese.
Traducibile con Fuoco Luminoso, è una solennità dedicata a questo elemento, visto come la scintilla dell’ispirazione, che dà forza alla vita e sprigiona fecondità, propizia abbondanza e fortuna, sia materiale sia spirituale.
È decisamente un tempo di rinascita, che punta ad una maggiore consapevolezza di sé ed aiuta ogni essere a vivere la propria epoca con una maggiore forza interiore.
artigianato celticoFestività che giunge dopo l’equinozio di primavera, è il passaggio tra l’inverno, Samhain, il suo opposto, e l’estate. Mentre il primo è legato alla decadenza ed alla morte, al tempo che si compie ed alla natura che completa il suo ciclo, Beltane è la forza rigeneratrice che esplode, ultima tra le tre feste di primavera dopo Imbolc ed Oestara. In questo periodo dell’anno tutto si muove all’esterno, è il momento per realizzare e concretizzare nuovi concetti, le attività sono legate alla terra, il bestiame ritorna nei campi e vengono accesi fuochi in onore del dio antico Belenus, divinità gallica alla quale i druidi offrivano falò come omaggio poiché ritenuto protettore della luce che vince sulle tenebre.
In questa fase le Pleiadi sorgono poco prima dell’alba, e le sette stelle-sorelle sono nella costellazione del Toro, simbolo inequivocabile di forza istintiva e creativa.
È l’incontro tra il Dio e la Dea, la loro unione, estasi amorosa che fa rinascere e risorgere la terra donandole gemme nuove.
Canti e danze hanno sempre avuto ed hanno ancora un grande risalto in questa occasione, e sin dai tempi più remoti (…per gli amanti dei fumetti, basti pensare al bardo di Asterix!) sono stati scritti testi, canzoni e brani musicali in onore di tale festa e del dio Belenus.
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Nella nostra epoca, artisti famosi hanno dedicato a questa ricorrenza i loro versi, da ‘Beltrane dei Jethro Tull’ a ‘Huron Beltane Fire Dance di Loreena Mc Kennitt’.
Molti sono i festival che vengono organizzati in concomitanza di tale occasione, uno tra tutti quello di Edimburgo, il Festival del Fuoco di Beltane che si svolge nella notte tra il 30 aprile ed il primo di maggio.
Oggi, come un tempo, si ripetono riti pronti a proteggere chi li compie, le persone a loro vicine e la comunità da influenze negative, spesso usufruendo di oggetti semplici ma efficaci, quali rami di sorbo su porte e finestre, e raccogliendo piante ed erbe, dal cardo benedetto alla ginestra, al narciso, alla felce ed al biancospino, la maggiorana e la bocca di leone, mandorle, rose e fiori di sambuco, tutti adatti per questa singolare ricorrenza.

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